La donna architetto che più di 90 anni fa ha rivoluzionato il progetto della cucina

La rivoluzione nello spazio cucina ha una data ben precisa: è il 1926 e Margarete Schütte-Lihotzky (una delle prime donne architetto d'Europa) viene chiamata dall'urbanista Ernest May a progettare un prototipo di cucina per 10.000 alloggi sociali a Francoforte e realizza il primo modello di cucina componibile.

L'architetto austriaco si avvicina al progetto pensando soprattutto a ciò che avviene fuori dalla cucina: un mondo in cui le donne stanno iniziando ad affermare il proprio ruolo. La Cucina di Francoforte, funzionale ed efficiente, fa recuperare del tempo alla donna, tempo prezioso per sé stessa e per la sua emancipazione.

Noi architetti abbiamo il dannato e sacrosanto dovere ed obbligo di romperci il capo su che cosa si debba fare nell’edilizia abitativa per facilitare la vita alle donne e agli uomini.


Il tavolo da pranzo esce dallo spazio cucina, che viene ridotto ad una galleria (1.9 m × 3.4 m)  e si trasforma in un laboratorio dove l'ergonomia ed ogni movimento sono stati studiati nei minimi dettagli secondo i principi del taylorismo: ogni cosa è a portata di mano, funzionale ed efficiente.

La questione della razionalizzazione del lavoro della donna in casa è importante allo stesso modo per tutte le classi sociali. Sia le donne della media borghesia, che spesso non hanno aiuto in casa, e sia quelle della classe operaia, che devono lavorare anche fuori casa, sono stressate al punto che ci saranno serie conseguenze per la salute pubblica in generale. 
— Margarete Schütte-Lihotzky in Das neue Frankfurt, 5/1926-1927

Molte delle soluzioni architettoniche ideate allora fanno tuttora parte della nostra concezione quotidiana, come il piano di lavoro continuo e complanare e i pensili in linea alla giusta altezza.

La Cucina di Francoforte è una pietra miliare nell'architettura d'interni. Gli oltre 10.000 prototipi originali, pre-installati negli alloggi sociali del Römerstadt, includevano uno sgabello, una lampada dall'altezza regolabile, un'asse da stiro a scomparsa e contenitori in alluminio a vista per i generi di consumo più frequente (riso, cereali..). Il frigorifero non era ancora in uso ma una delle basi di contenimento aveva una presa d'aria comunicante con l'esterno per mantenere gli alimenti freddi.

 

Fonti:
Lorenza Minoli (a cura di), Margarete Schütte Lihotzky. Dalla cucina alla città, Milano, F. Angeli 1999
Expo2015, Margarete Schütte, una rivoluzionaria in cucina AA.VV., Margarete Schütte - Lihotzky. Soziale Architektur Zeitzeugin eines Jahrhunderts, Wien, MAK 1993 e Wien, Bohlau Verlag 1996
Margarete Schütte-Lihotzky, Ricordi dalla resistenza. La vita combattiva di una donna architetto dal 1938 al 1945, (a cura di Giovanni Denti), Alinea,Firenze 1997

Immagini:
1 Foto originale di una Cucina di Francoforte del 1926, via the Victoria & Albert Museum; ; 2 Pianta, Wikimedia Commons3 Cassetti in alluminio, via Wikipedia4 The Frankfurt Kitchen stove, via Wikimedia Commons5 Ricostruzione di un prototipo al MAK di Vienna, 
Wikimedia Commons.